Thomas Funk, Investment Director Switzerland Equities, valuta la storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti di febbraio e le sue implicazioni per il contesto economico e di mercato.
12 marzo 2026
Il contesto tariffario volatile e giuridicamente incerto ha recentemente reso impossibile una pianificazione affidabile per molte aziende. Le decisioni di investimento e di approvvigionamento vengono rinviate e le catene del valore esistenti vengono interrotte e riconfigurate, rallentando notevolmente lo slancio economico. L'economia statunitense sta risentendo di questi effetti in modo altrettanto acuto quanto il settore manifatturiero globale.
Gli ultimi rapporti sul settore manifatturiero dell'Istituto statunitense per la gestione della catena di fornitura (ISM) sottolineano la gravità della situazione. Un intervistato del settore dei macchinari ha osservato che “l'impatto delle ultime minacce tariffarie sull'Unione Europea (UE) avrà un enorme impatto negativo sui nostri profitti per gli ordini attualmente quotati. Non saremo in grado di recuperare l'aumento delle tariffe nelle nostre quotazioni attuali”. Nei settori dei mezzi di trasporto, dell'elettronica e dei metalli lavorati, le aziende sottolineano costantemente i ritardi negli ordini, la pressione sui margini, le frizioni nell'approvvigionamento e gli orizzonti di pianificazione compressi a poche settimane.1
In questo contesto di crescente incertezza operativa, il quadro giuridico che disciplina la politica tariffaria degli Stati Uniti ha subito un profondo cambiamento.
Una sentenza storica della Corte Suprema degli Stati Uniti
Il 20 febbraio 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il Presidente non può imporre dazi doganali ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).2 La Corte ha affermato che, sebbene questa legge possa consentire il blocco delle transazioni economiche e il congelamento dei beni, non fornisce una base giuridica per i dazi. In tal modo, ha ribadito un limite istituzionale fondamentale: le misure di politica commerciale di ampia portata devono basarsi su un mandato legislativo esplicito emanato dal Congresso, non su ampi poteri di emergenza.
I dazi doganali ai sensi della Sezione 1223 creano incertezza
A breve termine, il chiarimento della Corte Suprema non porta alla stabilità ma a una rinnovata incertezza. L’amministrazione statunitense ha fatto ricorso alla Sezione 122 del Trade Act, che consente l’imposizione di dazi temporanei per affrontare gli squilibri macroeconomici. Tuttavia, questa misura è limitata a 150 giorni e non è mai stata concepita come un regime tariffario a lungo termine. Ciò crea una situazione giuridicamente poco chiara. Gli Stati Uniti hanno bisogno di una base giuridica concreta per imporre dazi. Questa non può essere semplicemente stabilita attraverso accordi internazionali. È necessaria un’autorizzazione legislativa esplicita per imporre dazi.
Per quanto riguarda i dazi ad ampia base, l’IEEPA decade in seguito alla decisione della Corte Suprema. La possibilità che la Sezione 122 venga prorogata dal Congresso degli Stati Uniti alla fine di luglio, dopo il periodo di 150 giorni, sembra minima, così come la possibilità di promulgare una nuova base giuridica per i dazi. Qualsiasi proposta in tal senso verrebbe probabilmente bloccata al Senato a causa della regola dell’ostruzionismo, che consente a una minoranza di senatori di bloccare una legge anche quando è sostenuta dalla maggioranza. La scadenza della Sezione 122 sui dazi doganali spingerà probabilmente le aziende a mantenere un atteggiamento prudente nel breve termine. In linea di principio, tuttavia, la base giuridica per i dazi doganali di ampia portata decade dopo la fine di luglio.
L’amministrazione statunitense ha già segnalato che intende invece fare affidamento sulla Sezione 2324 e sulla Sezione 3015 della legge commerciale statunitense. Nella sua storica sentenza del 20 febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti indica esplicitamente le Sezioni 232 e 301 come basi giuridiche rilevanti per misure di politica commerciale quali i dazi doganali, segnalando che tali interventi saranno in futuro nuovamente vincolati alle procedure esistenti e chiaramente definite della legge commerciale statunitense. Le sezioni 232 e 301 creano quindi un quadro giuridico fondamentalmente diverso dal regime di emergenza previsto dall’IEEPA precedentemente utilizzato dall’amministrazione statunitense.
Il diritto amministrativo statunitense come chiave
Con il passare del tempo dalla sentenza, dovrebbe diventare evidente che l'ambito della politica commerciale statunitense si sta spostando da ciò che è politicamente auspicabile a ciò che è giuridicamente attuabile nell’ambito del quadro giuridico e amministrativo esistente. Una volta scaduta la Sezione 122, qualsiasi nuova azione tariffaria dovrà seguire procedure amministrative formali, basarsi su prove concrete e superare il controllo giurisdizionale. La Sezione 232 autorizza misure di politica commerciale per motivi di sicurezza nazionale, mentre la Sezione 301 può essere utilizzata per affrontare l’accesso discriminatorio al mercato e le pratiche commerciali sleali.
Tale valutazione si basa su dati raccolti, analisi strutturate e consultazioni con le imprese interessate e le istituzioni competenti. È possibile intervenire solo se un’indagine produce prove chiare di una pratica sleale o discriminatoria.
Anche queste determinazioni sono soggette a revisione giudiziaria e ai severi requisiti del diritto amministrativo statunitense. Le agenzie non possono formulare le loro conclusioni liberamente o per scopi politici, ma devono basarsi su una solida documentazione fattuale e fornire una spiegazione motivata. In particolare, si applica lo standard sviluppato ai sensi dell’Administrative Procedure Act (§706) e della giurisprudenza: l’azione amministrativa non deve essere “arbitraria o capricciosa” e deve essere supportata da “prove sostanziali”, come chiaramente confermato dalla Corte Suprema nella causa storica “Motor Vehicle Manufacturers Association v. State Farm Mutual Automobile Insurance Co., 463 U.S. 29 (1983)”.6 Ciò significa che un’indagine non porta automaticamente all’imposizione di dazi, ma solo se i requisiti di legge sono soddisfatti sulla base di fatti concreti e di un’analisi coerente.
L’applicazione della Sezione 232 e della Sezione 301 a paesi come la Svizzera o l’UE è molto più complessa, perché i requisiti di legge devono essere dimostrati in modo concreto. Ai sensi della Sezione 232, stabilire un nesso comprovato tra le importazioni e una minaccia effettiva alla sicurezza nazionale è più difficile con partner stretti in materia di sicurezza. Ai sensi della Sezione 301, una regolamentazione generale non è sufficiente; ciò che è necessario è un accesso al mercato chiaramente discriminatorio o svantaggi specifici per le aziende statunitensi. In mercati aperti e basati su regole, con basse barriere commerciali, stabilire tali prove è più complesso, il che limita di conseguenza la portata pratica. Le indagini ai sensi della Sezione 232 e della Sezione 301 sono in corso da molti anni. Nuove indagini potrebbero dimostrare che gli strumenti sono in parte esauriti e che l’applicazione pratica è limitata, poiché i casi d’uso chiaramente comprovati sono già stati in gran parte affrontati.
La situazione tariffaria si stabilizzerà?
Nel loro insieme, gli sviluppi giuridici, amministrativi ed economici indicano una fondamentale ricalibrazione della politica commerciale statunitense. Nei prossimi mesi, la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti dovrebbe, a nostro avviso, modificare sensibilmente le dinamiche della politica commerciale e spostare sempre più i negoziati tariffari con gli Stati Uniti dall’arena politica a processi istituzionali e tecnici. È improbabile che torni l’ampio margine di discrezionalità che ha consentito l’introduzione di dazi doganali di emergenza su vasta scala. Una volta scaduti i dazi doganali previsti dalla Sezione 122 alla fine di luglio, le misure commerciali dovranno nuovamente seguire le procedure legali consolidate - principalmente la Sezione 232 o la Sezione 301.
Nel breve termine, l’incertezza dovrebbe rimanere elevata, a causa della fase di transizione e dell’uso temporaneo - e giuridicamente fragile - della Sezione 122. I tribunali potrebbero persino intervenire prima della scadenza del termine di 150 giorni. Man mano che il sistema tornerà gradualmente alle strutture consolidate previste dalle sezioni 232 e 301, i contorni della politica commerciale statunitense dovrebbero diventare più chiari. Questo cambiamento dovrebbe consentire alle aziende di prendere decisioni di investimento basate sui fondamentali economici piuttosto che su considerazioni politiche.
Un’estensione dell’accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA) durante l’estate senza attriti significativi potrebbe migliorare ulteriormente le condizioni di pianificazione per le aziende. L’accordo consentirebbe di creare catene del valore nordamericane strettamente integrate, in particolare nei settori automobilistico, meccanico ed elettronico. Una continuazione affidabile di questo quadro sosterrebbe le decisioni di investimento e rafforzerebbe così lo slancio economico.
Se la nostra valutazione della nuova situazione giuridica si rivelerà accurata, la visibilità della pianificazione aziendale dovrebbe migliorare gradualmente in un contesto di stabilizzazione. Ciò consentirebbe di attuare progressivamente gli investimenti e le decisioni aziendali rinviati, gettando le basi per un nuovo ciclo di investimenti.
Thomas Funk gestisce le strategie azionarie svizzere presso GAM Investments. Per saperne di più su Thomas clicca qui.